

Con l'approvazione della Legge per la dignità e la cittadinanza sociale L.R. 11/2007, la Regione Campania ha regolamentato ulteriormente il sistema di welfare, dopo un periodo di sperimentazione dei Piani di Zona e dell'organizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali.
Tale percorso ha avuto inizio, in Campania, subito dopo la Riforma del Welfare locale, L. 328/2000, che delineava un nuovo sistema di competenze e di organizzazione, basato sui principi della sussidiarietà e dell'accesso universalistico ai servizi,e la Riforma del Titolo V della Costituzione, art. 117 della L. Cost. n. 3/2001 che assegnava potestà legislativa esclusiva alle Regioni in molte materie, tra cui le Politiche Sociali.
Come altre Regioni italiane, tra cui l'Emilia Romagna e la Liguria, la Campania ha preferito arrivare per gradi alla formulazione della Legge Regionale di riordino dei servizi, procedendo con un percorso di tipo bottom up, che ha visto l'emanazione di Linee Guida per la formulazione dei Piani di Zona Sociali, giunti ormai alla sesta annualità, al fine di sperimentare il sistema e metterne in rilievo punti di forza e criticità e migliorarlo progressivamente.
La Legge Regionale n. 11/2007 si ispira, fin dal titolo, ai principi contenuti nella L. 328/2000, e delinea nei dettagli un sistema di welfare pluralistico, integrato, universale e basato sul principio di sussidiarietà.
In allegato, l'articolo "La nuova politica sociale nella Regione Campania", una lettura ragionata della L.R.11/2007 a cura della Prof.ssa Anna Fortunato, Ricercatore di Istituzioni di Diritto Pubblico della Facoltà di Economia dell'Università degli Studi di Salerno e Titolare della Cattedra di Diritto per la distribuzione commercialepresso la suddetta facoltà.
(Fonte www.tredueotto.it)